Notizie-patacca: “Norvegia, stop auto benzina dal 2015″

Lo scettro di “puttanata colossale” questa settimana va alla notizia che gira su facebook, la quale vedrebbe la Norvegia bandire le auto a benzina dal 2015.

Vi propongo la boiata direttamente da una delle fonti.

Il sito italiano ha ricamato ad arte un bell’articolo per farsi pubblicità, su una notizia perfettamente falsa.

Infatti è sufficiente fare una piccola ricerca (in inglese) per rendersi conto che quella della messa al bando delle macchine a benzina è stata solo una sparata di fine aprile 2009 da parte dell’ex-ministro delle finanze Kristin Halvorsen. Non si trova alcun riferimento più recente.

Ora, provate a rifare la stessa ricerca in italiano, per capire come nel Bel Paese ci sia una specie di corsa alla stronzata nell’affannarsi a pubblicare qualsiasi boiata da far bere alla gente pur di avere un po’ di ritorno pubblicitario.

Non vi fa un po’ incazzare? È questa l’informazione libera che volete? La libertà di leggere idiozie?

Sarebbe come se all’estero riportassero la rivoluzionaria notizia in cui la Padania si stia per staccare dall’Italia fondando una propria Nazione, solo grazie a qualche perla sparata dall’Ex-ministro Bossi.…

Il Bolgia chiude e il Pacì resta: due pesi e due misure?

Accade che una discoteca sia teatro di qualche blitz con sequestro di droga, e che un paio d’altre volte i suoi frequentatori se le diano di santa ragione.

Accade che questa discoteca, il Bolgia di Dalmine, sia un locale con tutte le carte in regola a quanto ne so, e che per i fatti appena descritti -e solo per quelli- si ritrovi con la licenza sospesa da parte del Questore di Bergamo, in forza dell’articolo 100 del Regio Decreto del 18 Giugno 1931 (che riporto in fondo).

Accade poi, forse a nemmeno cinque chilometri di distanza, che esista un Centro Sociale Autogestito noto con il nome Pacì Paciana, che pubblicizza senza vergogna e con tanto di volantini e video serate a base di droga, che leggera o non leggera che sia, che piaccia o no in questo paese è fuori legge.

Accade che i fondatori di questo Centro Sociale dichiarino apertamente e pubblicamente -sentiti con le mie orecchie- di essere entrati abusivamente e con la forza rompendo le catene e occupando stabili privati, ma a loro giudizio abbandonati e non adeguatamente sfruttati.…

Salut Lombardia!

Salut Lombardia!

Gli anni passano ma le camice restano, anche se cambiano colore. Quella di sto giro è plumbea, accoppiata a ‘calzoni da lavoro’ e un bel paio di anfibi neri lucidissimi. A portarla sono i militanti del Movimento Nazionalista Lombardo.

Non è un ossimoro -come credevo quando me ne hanno parlato, perché il Movimento sostiene e promuove una cultura che riconosce la Lombardia (peraltro diversa rispetto alla attuale Regione Lombardia) come la propria Nazione.

Posizione che per quanto mi riguarda sarebbe perfettamente legittima, come ogni altra, se non fosse accompagnata da una per nulla celata volontà di ripulire la Grande Lombardia -così la chiamano, da tutti i meticci, ibridi Lombardi non Purissimi. Quelli senza pedigree insomma.

Il principale testimonial del Movimento è un personaggio bergamasco, Lombardo DOC a suo dire, che inizialmente non sapevo se prendere sul serio o meno. Poi ho iniziato a sfogliare le decine di video che ha caricato sul Tubo e le interviste apparse anche in televisione, e ho capito che non scherza  affatto.…

Ciao Italia!

“Ciao Italia!”, parafrasando l’hello world di ogni buon programmatore ecco l’incipit del mio blog. Questo è un quaderno degli appunti, un diarietto personale e senza pretese in cui l’unica cosa, forse, interessante sono le pagine ancora da scrivere.

Vivo in un Paese strano, disastrato, probabilmente anche sbagliato ma fottutamente complicato. L’Italia si nutre e regge sulle complicazioni, a cominciare dalla lingua via via fino alle questioni più piccole e modeste, che paiono di giorno in giorno ingigantite e complicate, ingarbugliate e oscure. Tanto che se di tanto in tanto ti volti e guardi indietro, le tue convinzioni e le tue verità non possono far altro che vacillare inesorabilmente.

In questo grande caos ognuno si impegna con massima devozione e col più alto sacrificio nel dare il proprio contributo alla causa della confusione globale, per ingarbugliare fatti, avvenimenti e verità. Nessuno escluso: giornalisti e storici, politici e magistrati, economisti e uomini di spettacolo, tutti sono uniti solo ed esclusivamente nel rendere meno comprensibile questo Paese.…

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